Quando si parla di “shadow banking”, o finanza ombra, il termine può suggerire immediatamente qualcosa di clandestino, illegale o nascosto alle autorità. In realtà il significato è diverso. Lo shadow banking comprende una vasta area del sistema finanziario che svolge funzioni simili a quelle delle banche tradizionali, come concedere credito, trasformare scadenze, raccogliere capitali e fornire liquidità, ma lo fa attraverso soggetti e strutture che non sono banche.
Negli ultimi anni questa componente della finanza mondiale è cresciuta enormemente, fino a diventare una delle aree osservate con maggiore attenzione dalle banche centrali e dalle autorità di vigilanza.
Il Financial Stability Board preferisce oggi parlare di Non-Bank Financial Intermediation, cioè intermediazione finanziaria non bancaria. La scelta non è soltanto terminologica: non tutta la finanza non bancaria è necessariamente rischiosa e molte di queste attività hanno un ruolo importante nel finanziamento dell’economia.
Il problema nasce quando leva finanziaria, scarsa liquidità, opacità e forti collegamenti con il sistema bancario tradizionale si combinano. In queste condizioni, una crisi nata fuori dalle banche può rapidamente propagarsi al resto del sistema finanziario.
